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giovedì 16 giugno 2016

l'8 giugno in Commissione Industria al Senato è accaduta una cosa GRAVISSIMA !!!!!!!
E' stato approvato, con il consenso del Governo, un emendamento (n. 52.0.46 – testo 3) al disegno di legge sulla concorrenza ed il mercato che TRASFORMA IN MERCE I BENICULTURALI ITALIANI.

ITALIA NOSTRA tramite questa lettera del suo presidente nazionale, Marco Parini, SI OPPONE FERMAMENTE a tutto questo e DENUNCIA l'operato di questo GOVERNO !!!!!
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 Roma 13 giugno 2016
Ai Senatori della Repubblica
e p.c. ai soci di Italia Nostra
Egregi Senatori,
l’8 giugno in Commissione Industria al Senato è stato approvato, con il consenso del Governo, un emendamento (n. 52.0.46 – testo 3) al disegno di legge sulla concorrenza ed il mercato che trasforma in merce i beni culturali italiani.
A prescindere dall’entità del valore (13.500 euro), la norma è inaccettabile per un principio di cultura, che il nostro Paese difese fin dalla sua Costituzione (art. 9, Comma II°) e dalla creazione del mercato unico europeo. Dal Trattato di Roma in poi la normativa europea ha riconosciuto che i beni culturali non sono equiparabili a merci ed ogni grande Paese europeo, come la Francia o l’Inghilterra, proibisce la spoliazione incontrollata del proprio patrimonio culturale a prescindere da soglie di valore economico.
Se la norma dovesse passare non solo sarebbero immediatamente esportabili all’estero opere come quelle di Boccioni, Carrà, Sironi, senza limite di prezzo in quanto la norma porta a da 50 a 70 anni il termine della libera esportabilità, ma se ne andrebbe all’estero senza il controllo dell’Ufficio esportazioni del Ministero dei Beni culturali gran parte del patrimonio culturale diffuso del nostro Paese.
Pensiamo agli arredi delle chiese, ai disegni, agli argenti antichi, ai mobili antichi di pregio, per questi beni basterà un’autodichiarazione del proprietario che l’opera non supera il valore di 13.500 euro (calcolati su opinabili prezzi d’asta) per vederli definitivamente esportare all’estero, senza nessuna valutazione da parte della Soprintendenza.
Con l’approvazione di tale emendamento si sovvertirebbe la natura storico-artistica ed identitaria del bene culturale che si trasformerebbe in merce classificata secondo un parametro meramente valoriale suscettibile, accolto il principio, di progressiva modifica.
La strada, invece, per Italia Nostra è un’altra. Occorre accelerare l’assunzione dei 500 funzionari dei beni culturali annunciata dal Ministro Franceschini e potenziare le Soprintendenze e l’Ufficio esportazione delle opere d’arte, aumentando così la loro efficienza e diminuendo i tempi autorizzativi.
Si può fare, si deve fare, senza approvare una norma che segnerebbe definitivamente l’arretramento culturale del nostro Paese privandolo di quello che Cesare Pavese definiva “il senso vitale del suo passato”.
Il Presidente nazionale
 

Marco Parini

giovedì 5 maggio 2016

IL PATRIMONIO CULTURALE PROPOSTE E CRITICITA'







CONVEGNO
a cura di Jadranka Bentini



Accademia delle Scienze, Sala di Ulisse, via Zamboni 31, Bologna

venerdì 13 maggio, ore 9,30 - 13,30


Introducono

Marina Foschi – Presidente Italia Nostra Regione Emilia-Romagna

Jadranka BentiniPresidente Italia Nostra Bologna



Intervengono



Tomaso MontanariProfessore ordinario di Storia dell’Arte moderna, Università degli Studi di Napoli Federico II

Andrea EmilianiPresidente Accademia Clementina di Bologna, Accademico dei Lincei

Pier Giovanni Guzzo Direttivo Associazione Magna Grecia, Associazione Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte

Maria Pia GuermandiConsigliere Italia Nostra

Paolo BerdiniUrbanista, Comitato per la Bellezza Antonio Cederna, Italia Nostra, Consigliere Nazionale WWF

Elio Garzillogià Dirigente Ministero per i Beni e le Attività culturali

Daniele Benati - Professore ordinario di Storia dell’Arte moderna, Università degli Studi di Bologna

Maria Vittoria Marini ClarelliPresidente Assotecnici

Andrea Malacarne – Italia Nostra Ferrara

Marcella VitaliPresidente Italia Nostra Faenza

Giulio Volpe – Italia Nostra Bologna

Giovanni LosavioPresidente Italia Nostra Modena


Organizzazione: Miria Baccolini Luca Moggi  Giuseppina Tonet Maurizio Vicinelli










SEZIONE DI BOLOGNA

indirizzo postale Strada Maggiore, 45, 40125 BOLOGNA  -   Sede: via dei BERSAGLIERI 4 (Secondo piano)  -  Cellulare:  331 - 822 6200

e-mail:bologna@italianostra.org

sabato 21 novembre 2015

TUTELA INSIEME A NOI IL NOTRO PATRIMONIO NATURALE, STORICO, ARCHITETTONICO


Dal 1955 ITALIA NOSTRA insieme ai suoi SOCI VOLONTARI si batte per realizzare l'art. 9 della nostra COSTITUZIONE ( per la TUTELA della CULTURA e del nostro patrimonio NATURALE e STORICO-ARCHITETTONICO)
DIVENTA ANCHE TU SOCIO DI ITALIA NOSTRA BOLOGNA:
TEL. 331-8226200
APERTURA: martedì dalle 15 alle 17
venerdì dalle 10,30 alle 12,30
Se vuoi contattaci e vienici a trovare in via dei Bersaglieri n°4 a Bologna (trasversale di Strada maggiore, dopo il portico della Chiesa dei Servi)

sabato 7 novembre 2015

 

LETTERA APERTA AL SINDACO DI BOLOGNA


Egregio Signor Sindaco,
da tempo l’Amministrazione comunale ha intrapreso un’intensa campagna di interventi nella città storica comprendenti mobilità, pedonalizzazione e conseguente arredo urbano. Sfugge però come tali interventi, riguardanti il nucleo più identitario di Bologna nel suo rapporto con il circondario, si inseriscano in un progetto di lungo periodo. In una prospettiva di città metropolitana occorre infatti avere le idee chiare su ciò che dovrà essere Bologna nei prossimi decenni e avviare al contempo scelte graduali ma conseguenti.
Il fatto è che negli ultimi anni l’Amministrazione si è limitata a provvedimenti di emergenza dettati dalle esigenze predominanti del traffico veicolare, senza affrontare in modo deciso un diverso e più duttile modello di mobilità cittadina che preveda il passaggio dei grandi mezzi pubblici sui viali di circonvallazione e sui rettilinei ottocenteschi e l’alleggerimento dei flussi veicolari nelle vie del centro, come proposto da varie associazioni e anche da Italia Nostra

La carenza di progettazione sulla città antica - e insieme necessariamente moderna - è inversamente proporzionale all’ipertrofica progettazione del cosiddetto arredo urbano, consistente nell’inserimento indiscriminato e uniforme di oggetti (panchine, cassoni, alberelli, cubi ecc.) e nella risistemazione di piazze e slarghi secondo disegni che sembrano non tener conto della specificità dei contesti ormai storicizzati: prima piazza Minghetti, con l’alterazione del giardino di origine ottocentesca, ed ora i progettati interventi di piazza Malpighi, San Francesco e Aldrovandi.
L’esempio più attuale e clamoroso è costituito dalla selva serrata di fittoni bianchi ai piedi delle Due Torri, determinata dal tracciato del futuro Crealis destinato a transitare attraverso il centro storico della città (e non, come è stato detto, per dare spazio ad una pedonalizzazione più ampia). 
Mentre si delimita una corsia per un mezzo pesante che non lascia varchi per le emergenze, si interviene sulla storica configurazione di piazza Ravegnana e del “trebbo” della Mercanzia, occultando parzialmente il ventaglio di strade che ne dipartono.

Italia Nostra ribadisce che l’arredo più autentico e genuino già esiste, ed è formato dalle quinte prospettiche, dai colori delle facciate, dalla nobiltà dei materiali usati per le tessiture pavimentali delle strade (clamorosamente distrutte quelle di via Rizzoli e via Ugo Bassi), dal parco uso di elementi accessori per la sosta: tutti elementi da rispettare nel costante impegno di una manutenzione della città da cui cancellare superfetazioni e inserimenti impropri. 
È tempo, Signor Sindaco, di provvedere a un nuovo piano per la città storica, come fecero i Suoi illuminati predecessori che anticiparono il futuro di Bologna salvaguardando la sua storica identità.
Non è questione di gusto, ma di qualità e di rispetto delle normative in merito che già esistono. È il caso di citare il documento conclusivo che la Commissione “Qualità Urbana” del Settore Lavori Pubblici emanò nel 1999, col titolo “Bologna più bella. Manuale per la città” (approvato in Giunta il 27/04/1999. P.G. 57952/1999), che fissava criteri qualitativi e standard tecnici per gli elementi di arredo e apparecchiature di servizio nell’ambiente urbano.

A questo proposito, per le ragioni addotte, riteniamo che la spesa sostenuta per questi lavori denominati dall’Amministrazione di “abbellimento” sia sproporzionata, se non inutile e addirittura dannosa. 
Basti ricordare il caso della nuova Piazza San Francesco dove, per quanto si legge nel rendering, si prevede l’inserimento di quinte alberate assolutamente improprie e soprattutto l’eliminazione dell’attuale pregiato pavimento di cubetti in porfido, in ottimo stato di conservazione, per sostituirlo con un pavimento di diverso disegno, con una spesa valutabile di varie centinaia di migliaia di euro. E ciò a fronte della chiamata all’impegno finanziario dei cittadini per far rivivere la fontana del Nettuno, quello sì magnifico arredo storico della città, lasciato all’assalto quotidiano dei frequentatori della piazza e senza manutenzione per decenni.

Il 15 ottobre scorso, all'incontro sul tema "Nuovi mostri a Bologna: dibattito pubblico sull’arredo urbano", la sala concessaci dal Quartiere San Vitale era gremita di cittadini, a conferma di quanto essi siano sensibili all'argomento dell'arredo urbano e alla conservazione della bellezza storica del centro negli interventi urbanistici. 

Anche alla luce di ciò, in attesa di poterLa incontrare unitamente alle altre associazioni e comitati cittadini, Le chiediamo quanto segue:
- rimozione degli interventi incongrui su vie e piazze ( parallelepipedi, sedute, fittoni, alberelli);
- maggiore attenzione agli interventi che possono rivelarsi occasione di degrado (fontana a raso in Piazza Aldrovandi);
- ripensamento delle modalità di intervento per i progetti futuri;
- maggiore coordinamento con gli organi di tutela ministeriali;
- maggiore confronto e apertura al dialogo con i cittadini su temi che interessano tutta la città.

Date le fragilità riscontrate nella più ampia carenza di una visione unitaria della città storica, si richiede poi l’immediato ripristino dell’Ufficio Centro Storico adeguato alle problematiche e necessità attuali, che, valorizzando l’esperienza dell’Ufficio negli anni ‘70/’99, costituisca uno strumento di verifica e di progettualità qualificata e un valido interlocutore nei rapporti con la città.

Italia Nostra, unitamente alle sottoscritte Associazioni e Comitati, Le richiede un incontro, lasciando a Lei, Signor Sindaco, valutare l’opportunità di coinvolgere i tecnici progettisti ai fini di maggiore concretezza di discussione.

Italia Nostra  - Sezione di Bologna
Comitato per Bologna Storico Artistica
Associazione Dimore storiche Italiane
Comitato via Broccaindosso
Comitato via Capo di Lucca
Comitato “i Borghigiani”
Cittadini di via Torleone

martedì 1 settembre 2015

UNA SELVA FALLICA IN PIAZZA RAVEGNANA



UNA SELVA FALLICA IN PIAZZA RAVEGNANA


Le sorprese agostane, ritornati in città non finiscono mai. Si pensava che panchine e alberelli posizionati nelle piazze del centro avessero colmato la sete di arredi urbani del Comune di Bologna, ma la realtà questa volta supera la fantasia. Se una settimana fa il “cantierone” intorno alle Due Torri esibiva alcuni fittoni piantati di fronte al Palazzo degli Strazzaroli, in pochi giorni l’area si è mutata in una vera e propria selva fallica di contorno alle torri su di un duplice tracciato. Il risultato di tale inutile quanto invasiva proliferazione di cilindri, che altro non fanno se non delimitare gli spazi pedonali da quelli per la viabilità su ruote, appare grottesco. Risaliamo così al progetto originario, datato 2013, su cui evidentemente non avevamo prestato la dovuta attenzione: il rendering mostrava infatti una fitta puntinatura in bianco intorno alle torri, lungo l’asse dell’adiacente via San Vitale, su via Castiglione fino al Palazzo della Mercanzia, che altro non era se non la rappresentazione in pianta degli orridi fittoni. Basta contare i puntini sulla carta e si vedrà che non solo corrispondono a quelli già eretti, ma che il completamento del progetto vedrà la messa in opera di un centinaio di fittoni.

L’appesantimento dei circuiti stride con la funzionalità stessa di tali strumenti segnalatori o dissuasori che siano, l’invasività è evidente, imbarazzante persino, in un gorgo di bianchi cilindri che fanno sembrare Piazza Ravegnana una enorme dentatura di squalo pronta ad inghiottire i passanti. Le torri e i monumenti adiacenti verranno sopraffatti dagli orrendi fittoni e dalle innumerevoli sedute presenti nel progetto che in breve diventeranno campo d’azione per la fantasia di vandali e imbrattatori. Inoltre l’accesso a via Zamboni e a via Santo Stefano è definitivamente interdetto e non vi sono varchi per mezzi di soccorso, vigili del fuoco e manutenzione. Ci si domanda come tutto ciò abbia potuto avere l’assenso della Soprintendenza competente e perché gli uffici comunali non abbiano avuto il benché minimo ritegno nell’avallare un intervento che incide tanto pesantemente sulle forme della città storica. Per delimitare gli spazi sono sufficienti pochi elementi dissuasori, tanto più in un’area tanto densa di presenze architettoniche nel cuore stesso della città.

Chiediamo di rimuovere un tale scempio, avvilente quanto costoso, dall’intera zona fino al Palazzo della Mercanzia predisponendo una diversa soluzione che riconsegni respiro e dignità ai monumenti.


“Italia Nostra” - sezione di Bologna
“Comitato per Bologna Storico Artistica”
“Società di Santa Cecilia - Amici della Pinacoteca di Bologna”

Germana Aprato-Daniele Benati-Jadranka Bentini-Felicia Bottino-Paola Cascella-Pier Luigi Cervellati-Carlo De Angelis-Giovanna Degli Esposti-Andrea Emiliani -Fabia Farneti-Elisa Franzoni-Carlo Ginzburg-Maria Pia Guermandi-Anna Maria Matteucci -Luca Moggi-Raffaele Milani-Paolo Pupillo-Eugenio Riccòmini-Elisabetta Sambo-Daniela Scaglietti Kelescian-Lucilla Scaglietti Marchetti-Maria Pace Marzocchi-Davide Stanzani-Maria Cecilia Ugolini-Maurizio Vicinelli-Giulio Volpe

sabato 14 giugno 2014

ITALIA NOSTRA A FIANCO DELLE SOPRINTENDENZE CONTRO LA STRISCIANTE PRIVATIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI




Bologna, 13 giugno 2014

 ITALIA NOSTRA a fianco delle Soprintendenze contro la strisciante privatizzazione dei beni culturali

Com'era prevedibile, il successo di pubblico della mostra dedicata alla Ragazza con l'orecchino di Vermeer comincia a mostrare, attraverso il dibattito che ne è seguito, i suoi frutti avvelenati. Se è comprensibile la richiesta da parte delle associazioni di categoria (commercianti, albergatori...) di puntare su analoghe iniziative per sostenere una città che non ha mai voluto assecondare la propria vocazione turistica e che sta per giunta per perdere le manifestazioni fieristiche su cui aveva finora potuto contare, assai più grave è che l'Istituzione Musei invochi una privatizzazione di quel patrimonio culturale sul quale Bologna deve viceversa esercitare la propria sovranità, in quanto segno della propria storia e della propria identità culturale. Prima il bando comunale, che mira ad esternalizzare non solo i servizi dei musei ma anche la loro gestione, poi le dichiarazioni del Presidente dell'Istituzione, Lorenzo Sassoli de Bianchi, che invoca la necessità di disporre dei nostri beni culturali e, rilanciando il termine "petrolio" che c'illudevamo fosse ormai passato di moda, se la prende con gli "intralci burocratici" che proverrebbero dagli organi ministeriali preposti alla loro tutela, sono due facce di uno stesso atteggiamento che non può che destare vivissima preoccupazione. Consapevole che la tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione è viceversa un obbligo sancito dall'art. 9 della Costituzione, Italia Nostra è a fianco delle Soprintendenze, di cui in altre occasioni ha stigmatizzato semmai la timidezza nell'esercitare i propri compiti istituzionali. Conservazione e valorizzazione non sono certo in contraddizione tra loro, ma solo sulla base di un'adeguata tutela può essere avviata una corretta politica di valorizzazione.

                                                                                                       Daniele Benati
                                                                                                          Presidente
                                                                                         Italia Nostra - Sez. di Bologna

domenica 1 giugno 2014



NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DEI MUSEI

ITALIA NOSTRA DI BOLOGNA si unisce alla voce dei dipendenti pubblici che da anni portano avanti le nostre troppe volte dimenticate dalla politica strutture museali, che nonostante i ripetuti tagli finanziari si sono adoperati per farli funzionare al meglio. 
La nostra lettera è stata integralmente ripresa nella petizione inviata al Sindaco e all'Assessore Ronchi dai dipendenti dei Musei Civici di Bologna che ne paventano la occulta ma strisciante privatizzazione.
Chi condivide tutto questo può firmare la petizione al seguente indirizzo:

 http://www.change.org/it/petizioni/musei-bene-comune-appello-contro-la-privatizzazione-occulta-dei-musei-di-bologna

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Riportiamo a seguire il testo del nostro comunicato stampa:

  Italia Nostra: i Musei Civici non possono   delegare ad altri i propri compiti educativi.

Italia Nostra esprime profonda preoccupazione sul bando emanato dal Comune di Bologna, relativo ai servizi museali da fornire all'istituzione Bologna Musei. Fra i servizi di cui è prevista la completa esternalizzazione sono difatti compresi persino quelli didattici, che si prevede di affidare al privato non solo per quanto riguarda la realizzazione, ma addirittura la progettazione e dunque l'individuazione dei contenuti da trasmettere. Eppure la funzione educativa rientra a pieno titolo, così come sancisce la principale associazione che si occupa di musei a livello mondiale, l'ICOM (International Council of Museums), nelle finalità primarie che definiscono la stessa essenza dell'Istituzione museale. In questa direzione, il bando del Comune rischia di diventare la versione ultraliberista di quello che a livello statale ha rappresentato e rappresenta la legge Ronchey, sulla quale, non per caso, dopo vent'anni di applicazione fra luci (poche) e ombre (molte), discussioni e critiche sono sempre più accese. Nella superficialità culturale che connota molti dei passaggi del bando, traspare inoltre quasi un'inconsapevolezza, per non dire ignoranza, di quelle che sono le diverse realtà museali che fanno capo all'Istituzione e della profonda diversità delle esigenze che le caratterizzano. Invece di prospettare una soluzione per alcuni dei molti gravi problemi che affliggono i nostri musei, le modalità indicate dal bando si collocano pienamente all'interno di quella crisi istituzionale che Italia Nostra ha analizzato e denunciato attraverso il convegno dello scorso anno, maggio 2013. In quell'occasione rilevammo come, a livello regionale, l'istituzione museale stia vivendo una situazione complessiva di profonda crisi, determinata certo dalla contrazione generalizzata di fondi e risorse, ma, in maniera ancora più grave, dall'incomprensione del suo ruolo culturale da parte della classe politica locale. Mentre nella maggioranza dei paesi europei i musei si stanno radicalmente - e felicemente - trasformando in efficacissimi strumenti per i programmi di periodico e costante apprendimento e nelle molteplici attività di inclusione sociale, qui da noi si stanno scegliendo facili scorciatoie ispirate principalmente a miopi risparmi di bilancio, che, penalizzando competenza e professionalità, prefigurano, in un futuro prossimo, la banalizzazione dell'Istituzione museale in un luogo dedicato ad attività ludiche di vario tipo, in cui ricerca e diffusione della conoscenza diventano appendici sempre meno necessarie. Di fronte a questi rischi, Italia Nostra chiede un ripensamento radicale del bando emanato dal Comune, proponendo di aprire una discussione trasparente su quello che è un capitolo decisivo della nostra politica culturale, ovvero sia il destino dei nostri musei.

Italia Nostra - sezione di Bologna
Il Presidente
Daniele Benati
Bologna, 23 maggio 2014